Nella zona giorno dell'appartamento storico a Palermo, il restauro dei soffitti decorati e dei pavimenti originali dialoga con arredi contemporanei, valorizzando la memoria degli ambienti.

Nome: Trequarti

Anno: 2020

Luogo: Palermo

Tipologia: Appartamento

Superficie: 167mq

Intervento: Trasformazione e frazionamento di un appartamento in due unità abitative autonome attraverso un intervento di ristrutturazione, nuova distribuzione degli spazi interni, recupero conservativo, restauro dei soffitti, interior design e direzione lavori.

IDENTITÀ: La memoria è la matrice del progetto.

ICONA: Memorie storiche. Equilibrio tra continuità e trasformazione.

SPAZIO: Pavimenti storici smontati e rimontati, soffitti dipinti restaurati e nuovi materiali ricostruiscono l’identità della memoria.

Impresa edile: Edil Impresa Cacciatore di Giuseppe Cacciatore S.a.s.

Impianti: Gaetano La Bianca impianti S.r.l.s

Fornitura ceramiche ed arredo bagno: Marazzi ceramiche, Antonio Lupi design, Fantini rubinetterie - Ceramiche Bracco S.r.l.

Cucina: Dada ed Elmar - Longho design concept store

Altre ditte coinvolte: Opere in ferro - Lodetti Eugenio S.r.l.; Graniglia di cemento - Ceramiche Bracco S.r.l.

Falegname: Baldassarre Ferranti

Fotografie: Valerio Geraci http://www.valeriogeraci.com/

diario di cantiere

prima dei lavori

L’intervento nasce dalla trasformazione e dal frazionamento di un appartamento storico a Palermo di circa 240 m² in due unità autonome.

Il nuovo appartamento, di circa 167 m², costruisce la propria identità attraverso il dialogo tra materiali storici restaurati e nuovi dispositivi contemporanei, reinterpretando il tema della memoria come equilibrio tra conservazione e trasformazione.

Il sistema distributivo si articola attorno all’unificazione di due ambienti e del corridoio in un unico spazio giorno. La nuova organizzazione spaziale ridefinisce i rapporti tra gli ambienti mantenendo leggibili le tracce della configurazione originaria e trasformando la memoria in materia attiva del progetto.

I tappeti in cementine esistenti delle due stanze vengono mantenuti integralmente e messi in relazione attraverso nuove soglie in marmo, che conservano la traccia delle precedenti partizioni e si configurano come elementi di continuità tra passato e presente. Il pavimento in cementine del corridoio viene invece smontato e rimontato secondo un nuovo disegno capace di preservarne gli elementi originari e riposizionarli in relazione alla nuova organizzazione spaziale. Le cementine di nuova fattura completano la composizione dei pavimenti e, insieme alle soglie in marmo, definiscono una geometria contemporanea capace di costruire relazioni tra memoria e trasformazione.

La successione dei volumi con altezza superiore ai quattro metri è scandita dal rapporto tra le travi esistenti, che incorniciano i soffitti dipinti restaurati, e il volume ribassato del corridoio, concepito come nuovo dispositivo spaziale. La compressione dello spazio distributivo accompagna il percorso verso la zona notte, dove l’altezza degli ambienti e la presenza delle superfici decorate amplificano la percezione dello spazio. Porte, infissi e soffitti dipinti sono stati integralmente restaurati, restituendo continuità alla memoria materiale dell’abitazione.

La cucina, ricollocata in prossimità della zona giorno secondo una nuova idea dell’abitare contemporaneo, si distingue per la presenza di un’isola sospesa che libera la vista sul disegno del pavimento storico. Emblematico, in questo senso, è l’intervento sul tappeto in cementine, smontato e ricomposto per preservarne la geometria ed evitare che gli elementi compositivi della cucina ne interrompessero il disegno.

Il dialogo tra cementine storiche, soglie in marmo, soffitti dipinti, pareti bianche e arredi contemporanei costruisce un equilibrio tra memoria e contemporaneità, restituendo un’abitazione in cui il passato diventa materia attiva del progetto, i materiali diventano custodi dell’identità della memoria e il tempo diventa strumento di costruzione dell’esperienza dello spazio.

ICONA: Memorie storiche. Equilibrio tra continuità e trasformazione.

icona progetto: archivio fotografico fdr

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