Nome: S/tone
Anno: 2023
Luogo: Ustica
Tipologia: Villa unifamiliare
Intervento: Progettazione degli spazi esterni e direzione lavori.
IDENTITÀ: La tensione verso il paesaggio è la matrice dell’equilibrio.
ICONA: Chris Burden. La massa sospesa come condizione di stabilità.
SPAZIO: Due elementi definiscono i margini e costruiscono il cono prospettico verso il mare. Pietra vulcanica, superfici bianche e luce mediterranea trasformano la tensione verso l’orizzonte nel principio ordinatore dello spazio.
Impresa edile: Badagliacco
Fornitura ceramiche : Marazzi ceramiche - Cascino Angelo & C S.n.c.
Altre ditte coinvolte: Opere in ferro - Lodetti Eugenio S.r.l.
Fotografie e Filmmaker: FilmicoStudio
Il video presenta S/tone, progetto di riqualificazione degli spazi esterni di una villa a Ustica firmato da Francesco Di Raimondo Architetto. L’intervento ridefinisce terrazze, percorsi e aree di relazione attraverso una composizione guidata dalla costante tensione verso il mare, assunto come principio ordinatore dell’intero progetto. La terrazza panoramica viene reinterpretata come un belvedere contemporaneo nel quale parapetti, sedute, volumi di servizio e superfici costruiscono una sequenza spaziale orientata verso l’orizzonte. Pietra vulcanica locale, terra lavica, superfici bianche, vegetazione mediterranea, ceramica e acciaio inox dialogano con la luce intensa dell’isola, generando un continuo mutare di ombre, riflessi e percezioni. Il progetto restituisce un equilibrio rinnovato tra architettura e paesaggio, trasformando la relazione con il mare nell’esperienza centrale dell’abitare all’aperto.
diario di cantiere
prima dei lavori
L’intervento riconfigura integralmente gli spazi esterni di una villa unifamiliare a Ustica. La tensione verso il mare costituisce la matrice della composizione e guida il ridisegno della terrazza panoramica, dei percorsi e delle aree di relazione immerse nel paesaggio mediterraneo.
Il progetto nasce dalla volontà di superare una condizione iniziale caratterizzata da disordine compositivo, assenza di gerarchie spaziali e frammentazione materica, ristabilendo un rapporto diretto tra architettura e paesaggio. L’intervento individua nel mare il principale riferimento percettivo e organizza lo spazio attraverso una sequenza di elementi orientati verso l’orizzonte.
La terrazza-belvedere viene ridefinita attraverso pochi dispositivi capaci di costruire orientamento ed equilibrio. Il parapetto libera la vista sul paesaggio, mentre la seduta in muratura e il volume di servizio seguono la geometria della terrazza delimitandone i margini e costruendo il cono prospettico verso il mare. Tra questi due elementi si genera una tensione spaziale che guida lo sguardo e struttura l’intera composizione.
Il progetto si fonda sul dialogo tra materiali appartenenti al contesto dell’isola: la pietra vulcanica locale, le superfici bianche, la terra lavica, la vegetazione mediterranea, i dettagli in ceramica e l’acciaio inox del parapetto. La materia diventa strumento di continuità tra architettura e paesaggio, mentre la luce violenta e abbagliante dell’isola scolpisce superfici e volumi attraverso ombre nette e contrasti profondi, trasformando continuamente la percezione dello spazio durante l’arco della giornata.
L’intervento restituisce un sistema di spazi esterni nel quale architettura e paesaggio vengono ricondotti a una nuova condizione di equilibrio, facendo della tensione verso l’orizzonte e della relazione con il mare il principio ordinatore dell’intera composizione.
icona progetto: credito immagine Chris Burden, Extreme Measures, New Museum, New York, 2013

