Nome: Slide
Anno: 2024
Luogo: Palermo
Tipologia: Appartamento
Superficie: 118mq
Intervento: Trasformazione e frazionamento di un appartamento in due unità abitative autonome attraverso un intervento di ristrutturazione, nuova distribuzione degli spazi interni, interior design e direzione lavori.
IDENTITÀ: La bisettrice è la matrice delle relazioni dinamiche.
ICONA: Bruno Munari. L’equilibrio è composizione variabile.
SPAZIO: L’apertura e la chiusura dei diaframmi attivano compressioni e dilatazioni dello spazio.
Consulente tecnico in edilizia: geometra Vito Salerno
Impresa edile: Edil Impresa Cacciatore di Giuseppe Cacciatore S.a.s.
Impianti: Gaetano La Bianca impianti S.r.l.s
Parquet: Listone Giordano - Cascino Angelo & C S.n.c.
Fornitura ceramiche: Marazzi ceramiche - Cascino Angelo & C S.n.c.
Fornitura arredo bagno: Pedone
Cucina: Stosa cucine - Arredo E Oltre Di Coco Domenico
Altre ditte coinvolte: Porte e opere in ferro - Lodetti Eugenio S.r.l.; armadi e cabina armadio - Nuovo Centro Vetrine
Illuminazione e tecnologie per la casa: Fiore Rappresentanze S.N.C. e LID S.R.L.S.
Falegname: Baldassarre Ferranti
Fotografie: Valerio Geraci http://www.valeriogeraci.com/
Filmmaker: FilmicoStudio
Il video presenta Slide, progetto di ristrutturazione di un appartamento a Palermo firmato da Francesco Di Raimondo Architetto. L’intervento nasce dal frazionamento di una residenza di circa 210 mq e dalla realizzazione di una nuova unità abitativa di 118 mq organizzata attorno al tema della bisettrice. Geometria, luce e materia costruiscono una sequenza spaziale in continua trasformazione, nella quale diaframmi, porte vetrate scorrevoli e falegnamerie integrate modulano la percezione degli ambienti attraverso differenti condizioni di continuità e separazione. La luce naturale attraversa lo spazio, si riflette sulle superfici in gres e sul parquet in rovere Michelangelo Montblanc di Listone Giordano, mentre controsoffitti, elementi integrati e dettagli materici definiscono un equilibrio tra movimento e staticità. Il progetto interpreta l’abitare come un sistema di relazioni dinamiche in cui spazio, funzione e percezione si trasformano continuamente.
diario di cantiere
prima dei lavori
L’intervento nasce dalla trasformazione e dal frazionamento di un appartamento a Palermo di circa 210 m² in due unità autonome. Il nuovo appartamento, di circa 118 m², riorganizza gli spazi interni reinterpretando il tema della bisettrice come dispositivo capace di costruire relazioni dinamiche tra le parti.
Il sistema distributivo si sviluppa a partire dalla configurazione longitudinale della pianta e si articola attorno a una sequenza di diaframmi che, attraverso aperture e chiusure, ridefiniscono continuamente i rapporti tra gli ambienti. La linea della bisettrice attraversa lo spazio e ne organizza geometrie, percorsi e connessioni, generando una sequenza di compressioni e dilatazioni che modifica la percezione dell’abitare. La bisettrice si manifesta pienamente solo quando tutti i diaframmi sono aperti, permettendo una lettura continua dell’intero appartamento dalla parete di fondo del soggiorno fino alla camera padronale. L’unità spaziale originaria viene così completamente recuperata.
Il concetto di relazioni dinamiche attraverso apertura e chiusura si traduce in due dispositivi architettonici: le porte vetrate scorrevoli a tutta altezza e la falegnameria integrata. Entrambi modulano la percezione dello spazio attraverso differenti condizioni di continuità e separazione.
Le porte vetrate scandiscono il percorso dall’ingresso verso la zona giorno, ampliando o delimitando gli ambienti e modulando la continuità visiva dello spazio.
La falegnameria, concepita come un unico sistema continuo, unifica la boiserie riflettente dell’ingresso, la porta integrata del corridoio e le armadiature della zona notte, costruendo un dispositivo capace di trasformare la percezione dello spazio. Ad ante chiuse il corridoio della zona notte si presenta come un corpo unitario, mentre l’apertura progressiva delle ante rivela nuovi ambienti e ridefinisce continuamente la percezione dello spazio.
Materiali, luce ed elementi integrati costruiscono un equilibrio tra movimento e staticità, restituendo agli ambienti condizioni variabili di autonomia e continuità. Il parquet in rovere Michelangelo Montblanc, cuore della casa, organizza la gerarchia materica degli ambienti e dialoga con il gres, la cui posa segue la mezzeria del corridoio enfatizzandone la direzionalità. La falegnameria integrata si relaziona con la luce naturale e artificiale, mentre la compressione dei volumi generata dai controsoffitti ribassati dell’ingresso e del corridoio si dilata verso gli estremi opposti della bisettrice, costruendo una relazione visiva e spaziale tra la zona giorno e la camera padronale. Nella zona giorno le travi esistenti vengono mantenute a vista e reinterpretate attraverso controsoffitti inclinati che organizzano il rapporto tra luce e spazio verso l’esterno. La luce naturale entra, si riflette sul parquet e si propaga dilatando gli ambienti.
I tagli netti dell’illuminazione integrata a soffitto, il bianco delle superfici e delle falegnamerie laccate, le superfici riflettenti della boiserie d’ingresso e i dettagli neri di maniglie e profili concorrono a costruire una composizione di contrasti materici e linee verticali. Il progetto interpreta così lo spazio come una composizione variabile di relazioni, nella quale equilibrio e trasformazione diventano strumenti dell’abitare.
icona progetto: Bruno Munari_macchina inutile_1953-1993

